Archivi tag: napoli

Qual’è la migliore pizzeria di Napoli?

Una domanda che ci fanno spesso. Ovviamente la migliore pizza in assoluto non esiste perché dipende in gran parte anche dai gusti personali, ma comunque possiamo cercare di capire quel’è quella che piace di più. Resta il fatto che è impossibile dire di aver mangiato la pizza senza essere stati a Napoli.

Facciamo rispondere ai napoletani!

Partiremo da una lista di pizzerie, diciamo tra le più famose della città, ma comunque ognuno è libero di aggiungere una pizzeria che gli sta a cuore, in modo da avere una lista sempre aggiornata sulle pizzerie che piacciono realmente ai Napoletani, e aiutare a scegliere i turisti che visitano la nostra città e non si chiedono altro che: Qual’è la migliore pizzeria di Napoli?

Annunci

A femmena pe’ ll’ommo addiventa pazza, ll’ommo p’ ‘a femmena addeventa fesso.

A femmena pe’ ll’ommo addiventa pazza, ll’ommo p’ ‘a femmena addeventa fesso.

La traduzione letterale è: la donna per l’uomo impazzisce, l’uomo per la donna rimbecillisce. Il proverbio è usato per enfatizzare il diverso modo di approcciare ai problemi sentimentali per l’uomo e la donna. L’uomo diventa fesso nel senso che perde l’autorevolezza magari. Un esempio per capire meglio il concetto sta nella storia della canzone classica napoletana “Guapparia“, scritta dal grande Libero Bovio nel 1914.

Quanno se ne venette â parta mia,
ero ‘o cchiù guappo ‘e vascio â Sanitá…
Mo, ch’aggio perzo tutt”a guapparía,
cacciatemmenne ‘a dint”a suggitá!…

Infatti dopo aver conosciuto questa donna, il personaggio della canzone di Bovio perde la “guapparia” a tal punto da meritarsi di essere cacciato dalla società.

Invece riguardo alla sfera femminili si può affermare che ogni donna, prima o poi “impazzisce” per amore. Ogni femmina ha dentro di sé il germe della pazzia, è predisposta, ad un certo punto della propria esistenza, a far sì che i sentimenti, le pulsioni, abbiano il sopravvento sulla ragione.

10 proverbi napoletani sulle donne

‘E ditte antiche nun fallìsceno maje.
I detti antichi non falliscono mai.

La donna nella cultura napoletana è sempre stata una figura controversa, spesso messa su un piedistallo, infatti ha ispirato melodie come Malafemmena di Totò, Reginella,  ‘O Surdato ‘Nnamorato e tante altre canzoni e poesie della traduzione classica partenopea. Spesso però ha ricevuto anche attributi negativi, soprattutto dovuto alla gelosia. Molti proverbi napoletani sulle donne riguardano proprio la fedeltà e la gelosia, ma c’è anche un pizzico di sessismo e ironia, infatti  “Il dialetto ama le sue donne ma un po’ le maltratta , dice Sergio Zazzera, autore del Dizionario napoletano (Newton Compton).

#1. ‘A femmena pe’ ll’ommo addiventa pazza, ll’ommo p’ ‘a femmena addeventa fesso.

La donna per l’uomo impazzisce, l’uomo per la donna rimbecillisce. Nella cultura napoletana infatti la donna è capace di far perdere completamente il lume della ragione ad un uomo, facendogli perdere in taluni casi anche tutto il patrimonio e l’affetto della famiglia.

#2. Vicin’a sessantina, lassa ‘a femmena e piglia ‘a cantina.

Continua a leggere 10 proverbi napoletani sulle donne

New York, Parigi, Londra…Napoli!

“Napoli per noi  … è solo una città di scugnizzi pizza e mare,  o di notizie nere da telegiornale. Napoli però  è un’altra cosa,  è la città tradita che sa perdonare…” Così recitavano i Pooh nella canzone Napoli Per Noi  alla fine degli anni ’80. Ma Napoli sa ancora perdonare? Indubbiamente Napoli è cambiata perché è cambiato il mondo, ma è la direzione giusta? Mi spiego meglio, Napoli è sempre stata una città diverse dalle altre, con uno stile di vita diverso e indubbiamente con i suoi problemi, forse molto spesso abbandonata dalle istituzioni, ma i suoi abitanti sono sempre stati capaci di reagire autonomamente alle difficoltà (Mo vec’ io, per dirlo in napoletano) ad esempio inventandosi il lavoro, inventandosi una propria musica, reagendo di fronte alle difficoltà con allegria che forse sa tanto di rassegnazione.

Ora però qualcosa è cambiato, vediamo le cose sotto un altro punto di vista, ad esempio il venditore ambulante è colui che non paga le tasse e non parliamo dei parcheggiatori abusivi. Ma siamo sicuri che questi personaggi hanno intrapreso questa strada per evadere il fisco? Siamo sicuri che non avrebbero voluto un lavoro come tutti quanti? E che dire dei cantanti neo melodici, criticati perché detto da qualcuno “grazie a loro ho vergogna di essere napoletano”, ma anche loro sono Napoli, e rappresentano questa città nel suo folklore, e poi se non piace il genere basta non sentirli. Ora io dico a quel qualcuno: cosa hai fatto tu per inorgoglire Napoli?

E il problema dell’immondizia? Negli anni 50 e 60, esistevano figure popolari, in pratica veri e propri riciclatori. ‘O sapunaro, ‘o cartunaro. ‘O sapunaro andava per le case a raccogliere stracci, oggetti di ferro, di rame, di piombo. E in cambio offriva piatti, bicchieri, posate. ‘O cartunaro raccattava per strada scatoloni e contenitori e poi andava a venderli presso le cartiere. Poi c’era ‘o scupatore che ritirava i rifiuti casa per casa in un grosso sacco che svuotava direttamente int’ ‘o camion d’ ‘a munnezza.
Ma questo succedeva una volta in tempi di arretratezza culturale! Ed oggi in tempo di civiltà e progresso abbiamo visto tutti cosa è successo.

E’ questo forse il problema, Napoli viene denigrata proprio dai napoletani.

Napoli da vivere

Napoli è una città che mette a disposizione dei visitatori, ma anche dei propri cittadini, un enorme patrimonio artistico, archeologico e culturale. Ovunque ti volti, vedi una cosa che devi fotografare. Appena esci dall’aeroporto di Napoli vedi il caos stupendo, il bucato appeso tra i vicoli, il gran numero di persone e cose che si rovesciano fuori da ogni porta e strada, le mura diroccate. Il centro storico di Napoli è ricco di chiese, più di quanto ci si aspetterebbe.

Napoli è assolutamente da visitare. Sì, il centro storico è proprio quello che suggerisce il nome – è vecchio, è storico, e potrebbe facilmente essere considerato una sorta di pezzo da museo. Ma è non è così – tutt’altro. Vive e respira attraverso i napoletani che passeggiano, lavorano e fanno acquisti proprio come le persone antiche lo hanno fatto secoli fa. Ci sono negozi turistici infilati qua e là, ristoranti e pizzerie ad ogni angolo.

I  napoletani trattano il cibo con il massimo rispetto. Dire che la pizza è nato qui è un eufemismo – a Napoli la pizza è quasi una religione.